Col della Croce
12.06.2022
Dopo un primo tentativo fallito a causa della neve, Col della Croce e Monte Tolva sono diventati una sfida per me. Parcheggio poco sotto la Malga Cavallara, questa volta voglio percorrere il mio giro in senso antiorario. Una volta arrivato alla malga dove c’è già movimento da parte dei malgari, imbocco il sentiero 387 in direzione Forcella Cavallara, Forcella di Val Regana.
Anche se la salita per la Forcella Cavallara fa guadagnare poco più di 300m di dislivello, è abbastanza impegnativa anche perché le gambe si devono ancora riscaldare. Da qui il sentiero continua comodamente in piano e riesco ad allungare il passo. Siccome il giro è piuttosto lungo non mi permetto di trattenermi a lungo, l’erba alta mi fa pensare che questo sentiero è poco frequentato.
In poco tempo si arriva in Forcella Viosa, lasciando in basso il Lago di Sternozzena. La giornata è limpida cosi da offrirmi una visuale molto chiara di quello che mi circonda. Dall’altra parte della valle si notano le creste del Monta Tolva e Cima Orena, il rientro passa sulle loro vette.
Poi arrivato in Forcella Viosa, il sentiero scende nella Val Viosa al cospetto del Palòn della Cavallara e Cima Spiaz.
Comunque questa parte richiede un pò di attenzione perché in alcune zone, il sentiero è poco visibile, nascosto dalla vegetazione, oppure molto stretto e con alcune parti franate. Poi con piccoli saliscendi, bellissimi passaggi nel bosco, il sentiero si allarga fino a diventare una mulattiera nei presi dei Laghetti di Lastè.
Una volta finita la parte più semplice del giro, mi incammino verso il punto più alto della giornata, cioè il Col della Croce. Adesso la salita prosegue su una strada militare, larga e comoda, con bellissime vedute sulla Val Viosa. Da questo punto si può osservare anche il Laghetto dell’Aia Tonda, posto leggermente più in basso rispetto ai Laghetti di Lastè.
Proseguo la salita sul Col della Croce, constante è senza grosse difficoltà. Ormai sono passate qualche ora senza incontrare nessuna persona. Sento che oggi la montagna da spettacolo solo per me. Una volta arrivato in vetta mi posso concedere una piccola pausa, per poter ammirare le meraviglie che mi circondano. Dietro di me la vetta del Conte Moro, davanti il gruppo del Cima d’Asta e in basso la Val Tolva.


Dal Col della Croce, il sentiero scende sui ripidi pendii fino in Forcella di Val Regana. Adesso ci vuole massima attenzione e gamba ferma, leggendo varie relazioni in rete, che descrivono questo tratto come uno sentiero attrezzato, ero molto incuriosito. Però si tratta dell’ultima parte di questo tratto di sentiero, proprio prima di arrivare sulla Forcella di Val Regana. In realtà si tratta di una porzione di 3/4 metri di un passaggio attrezzato con cordicella, la difficolta sta nel fatto che non c’è nessun appiglio per i piedi.
Dalla Forcella di Val Regana seguo in discesa la strada che percorre la Val Tolva. Poco prima della Malga Tolva arrivo a un bivio che mi segnala il sentiero E382 per il Lago degli Asini. Dopo poche centinaia di metri di salita nel bosco, il caldo comincia a farsi sentire. Detto questo, arrivato in riva a lago è il momento giusto per la pausa pranzo e un gradito pediluvio nell’acqua gelida del lago.
Il Lago degli Aseni è incastonato in una bellissima conca ai piedi di La Contessa, e nelle qui acque si rispecchia la vetta della Cima d’Asta. Un altro traguardo conquistato, felice e consapevole che non è finita. Adesso mi devo mettere in marcia, mi aspetta un altra salita. Dalle sponde del lago, il sentiero sale ripidamente sulla sinistra di un ghiaione, segnalato a malapena. In poco tempo si arriva sulla Forcella Quadrata, i segni che la neve si è sciolta da poco sono ben visibili.
Dalla Forcella Quadrata, la vetta del Monte Tolva è vicina, però il sentiero è stretto, con passaggi esposti, sia in salita che in discesa. Nel mio primo tentativo di fare questo giro, avevo trovato neve. Sia sul Monte Tolva che sulla Forcella Quadrata. Fortemente sconsigliato in condizioni invernali. Neanche in discesa, il sentiero non è in condizioni ottimali, un passaggio viene attrezzato con scalini d’acciaio. Invece su alcuni tratti si nota un fenomeno di erosione, il sentiero è facilmente franabile.
Con un ultimo sforzo si raggiunge la vetta della Cima Orena, dopodiché il sentiero è tutto in discesa, seguendo la dorsale del Monte Timoncello che dolcemente mi riporta alla Malga Cavallara, il mio punto di partenza.
Nonostante la mancanza di difficoltà tecniche, consiglio questo giro ai trekker allenati. La distanza e il dislivello che lo coprono possono facilmente mettere in difficoltà.
Dati tecnici:
Distanza:22,7 km
Dislivello: 1829 m
Tempo di percorrenza: 8h
















































